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  • GIUGLIANO, STOP SUL PIU' BELLO: "TORNERO' PIU' FORTE DI PRIMA. SERVE POSITIVITA' E UNIONE"

GIUGLIANO, STOP SUL PIU' BELLO: "TORNERO' PIU' FORTE DI PRIMA. SERVE POSITIVITA' E UNIONE"

Un’avventura vissuta al 100% fin dall’inizio. Tra Antonia Giugliano e i colori granata è stato amore a prima vista, poi il brutto infortunio al ginocchio, un fulmine a ciel sereno: “E’ stata una cosa inaspettata, nella prima stagione a livello agonistico, in un momento poi molto particolare. La dinamica dell’infortunio poi è stata casuale, mi sono fatta male da sola. Non è stato facile per me e per la squadra metabolizzare, realizzare che ci vorranno mesi per riprendermi. I primi giorni sono stati difficilissimi, capire nella prima partita che non potevo scendere in campo è stato bruttissimo. Mi servirà un approccio positivo, ora posso dare solo supporto da fuori alle mie compagne. Non so ancora se dovrò operarmi, dovrò fare altri controlli. Per ora ho le stampelle, vedremo come ha reagito il ginocchio”.

Dalla fine del girone di andata qualcosa ha iniziato a girare nel verso sbagliato, tre ko di fila e qualche defezione di troppo: “Il mister sta cercando di avere un approccio positivo a questo momento no. Ci sono stati infortuni, tra cui il mio, quello di Iannaccone che domenica non è potuta scendere in campo. Dobbiamo restare unite e pensare all’obiettivo prefissato, serve lavorare come abbiamo fatto nella prima metà di campionato. I frutti positivi ci sono stati, altre soddisfazioni arriveranno, superando queste sconfitte”.

Il 7 e l’8, Enrica ed Antonia, dalla culla al rettangolo di gioco, sempre insieme: “Io e mia sorella non abbiamo mai giocato a livello agonistico. Abbiamo fatto progressi, venivamo dal calcio di strada. Ciò che fa la differenza è il carattere. Il mister ci ha aiutato molto a farci avere un approccio determinato e concentrato in partita per avere il giusto rendimento. Ho scelto la Salernitana, è stata un’opportunità. Il DS De Santis ha proposto a me e mia sorella di fare un provino. Abbiamo apprezzato fin da subito il progetto e la voglia di fare bene”.

Il legame sviluppa un senso di protezione reciproco che sfocia nella voglia di aiutarsi a vicenda per migliorare: “Mia sorella deve lavorare molto dal punto di vista emotivo in campo. Lei ha una visione positiva delle cose, anche se ci sono lati negativi, e me l’ha trasmessa. Mi ha aiutato molto ad andare avanti, soprattutto in questo momento no. Mi ha spronato fin dall’inizio in questa avventura”.

L’inserimento nello spogliatoio è stato più semplice del previsto, grazie alla presenza di figure carismatiche da cui prendere esempio: “Ho grande stima del capitano Di Bello che è un pilastro e di Daniela Ribeiro che, nonostante il curriculum di tutto rispetto e l’esperienza, ha un’umiltà impressionante. Ci aiuta tanto dentro e fuori dal campo. Per il resto ci siamo aiutate tutte ad ambientarci in un gruppo che doveva formarsi, con qualche elemento di esperienza che conosceva lo spogliatoio. Noi più giovani abbiamo tratto insegnamenti”.